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Sono stato dentro quel sepolcro per anni.
Un luogo buio, un luogo di morte, dove la speranza sembrava non esistere.
Ho capito che i sepolcri non sono solo per chi muore fisicamente,
ma sono anche quei luoghi in cui si muore dentro, in silenzio.
Mi piace immaginarti, Gesù, davanti al mio sepolcro, ti fermi, ti commuovi, piangi con me.
E poi, un giorno, da fuori, mi hai chiamato per nome: “Vieni fuori”.
Anche io, come Lazzaro, ero lì dentro, legato, mani e piedi, incapace di muovermi, incapace liberarmi da solo.
Ma alla tua voce ho risposto, sono uscito…
e tu mi hai liberato, mi hai slegato.
Oggi prego per chi è ancora lì dentro,
per chi vive nel buio, nella paura, nel dolore.
Prego perché possa sentirsi chiamare per nome e trovare il coraggio di uscire.
E prego anche per me,
perché nei piccoli sepolcri di ogni giorno
possa continuare a riconoscere la tua voce
e camminare, sempre, con te accanto.